Libera Professione Ostetrica: la partita IVA

Molte ostetriche si chiedono come si faccia praticamente questo passaggio, cosa si debba effettivamente fare per diventare una libera professionista. Per poi poter fare tutte quelle attività che una libera professionista può offrire alle donne.

Molte pensano che si possano offrire prestazioni ostetriche con le prestazioni occasionali fino a che non si raggiunge un tetto di 5000 euro. Purtroppo per la legge sulle prestazioni occasionali sono escluse le professioni che sono controllate da un Albo o Collegio professionale, quindi anche le ostetriche. Le attività con le associazioni sportive con il contratto apposito o le prestazioni che non sono esclusive dell’ostetrica, possono essere eseguite o con le agevolazioni dei contratti con associazioni sportive per le prime o con la prestazione occasionale per le seconde.

La prima cosa che serve è di poterlo fare, quindi si deve:
– essere iscritte al proprio collegio di appartenza (dove si intende lavorare o dove si ha la residenza)
– essere disoccupate o lavorare part-time al 50% o meno per un ospedale/clinica/consultorio, ecc
– sapere che il lavoro da libera professionista non è come il lavoro ospedaliero o del consultorio
– conoscere le leggi che regolano la libera professione sia nell’ambito dell’ostetricia, della medicina legale che della parte fiscale

Una volta che si è fatta questa scelta consapevole per essere una ostetrica libera professionista serve innanzitutto aprire una partita IVA.
La sua apertura non costa nulla ma dipende molto da chi la apre.
Ad esempio se ci si affida completamente per tutto a un commercialista questo potrà chiedere un compenso per aver aperto la partita IVA e aver fatto tutto il resto chiedendo anche dai 400 ai 600 euro. Una cosa che va sempre chiesta prima di iniziare un rapporto di lavoro con il commercialista è la sua parcella.
Quindi la soluzione più facile ma più dispendiosa è quella di prendere appuntamento con il commercialista e affidarsi completamente a lui.
La soluzione più arzigogolata ma più economica è quella di fare tutto per conto proprio e poi andare dal commercialista.

Per prima cosa si deve aprire la partita IVA. Si deve quindi andare all’Agenzia delle Entrate. In alcuni paesi è un piccolo ufficio e non serve prendere appuntamento e in altre città invece è necessario prenderlo altrimenti dovrete andarci due volte. Meglio fare una chiamata o una visitina per capire bene se c’è da prender un appuntamento.
Per aprire la partita IVA le uniche cose che servono sono come al solito la propria carta d’identità valida, il codice fiscale e saper dire al signore o alla signora che vi assisteranno il tipo di attività e il numero o codice che sia. Come ostetriche non siamo proprio registrate come tali ma il tipo di attività sotto cui dobbiamo essere registrate è “Altre attività paramediche indipendenti” e il codice assegnato è “869029“.
L’apertura della partita iva è una cosa molto rapida, non serve nemmeno mezz’ora e alla fine vi consegneranno un foglio dove sono scritti i vostri dati e il numero della vostra nuova partita IVA.
La cosa più buffa (o triste) è che non mi hanno chiesto un certificato di laurea o che ne so, il certificato di iscrizione al collegio e quindi qualsiasi persona volendo potrebbe aprirsi una partita IVA di questo tipo.

Una volta che avete questo magico numero è l’ora di andare all’INPS. Anche qua in base all’ufficio dove andrete (piccolo o grande) potrà essere necessareo prendere un appuntamento.
All’INPS potrete trovare diverse opzioni di assistenza. Ci sono le province dove sanno bene come inquadrare le ostetriche e se per loro l’ostetrica risulta che deve registrarsi come Commerciante (secondo la legge 249 del 7 agosto 1990) l’ostetrica non può fare nulla e deve registrarsi come Commerciante e quindi pagare circa 3000 euro di tasse all’anno divise in 4 rate. In altre province invece le ostetriche vengono riconsiderate in base alla legge legge 335 del 1995 e quindi inserite nella Gestione Separata e pagano quindi il 29% di quello che guadagnano, ma non è il corretto inquadramento e ci sono rischi di dover pagare multe. In altre province invece non sanno bene a quale legge fare riferimento e chi vi segue all’INPS vi rimanderà al direttore dell’INPS provinciale. Comunque sia il posto dove vi dicono di registrarvi non lo potranno fare direttamente loro nell’ufficio ma vi diranno di farlo a casa dal pc attraverso il sito online dell’INPS. All’ufficio vi daranno però il PIN dispositivo, ovvero quello con cui si potranno fare determinate azioni dentro il sito dell’INPS.
Tornati a casa con il PIN dispositivo e avendo fatto accesso al sito dell’INPS si cerca la voce “Per tipologia d’utente” che si trova nella sezione “Servizi Online” visibile subito nella home del sito
Una volta cliccato su “Per tipologia d’utente” si cerca nel menù la sezione “Cittadino” che si trova più o meno a metà pagina e in base al fatto di iscriversi alla Gestione Commercianti o Gestione separata si sceglierà la sezione più adatta.
Artigiani e Commercianti: Richiesta di Iscrizione Gestione Commercianti oppure Lavoratori parasubordinati: iscrizione (accesso con PIN On Line)
Spesso il sito dell’INPS non funziona benissimo. Vi consiglio comunque di chiamare il centralino prima di procedere e chiedere informazioni per procedere nel giusto modo.
Se doveste aver difficoltà una buona mano la possono offrire i patronati, nella vostra zona cercate quello più vicino (acli, caf, ecc)
Una volta che sarete inseriti anche nella Gestione separata (che sconsiglio) o tra gli Artigiani e Commercianti potete definirvi una ostetrica libera professionista!!
Non dimenticatevi però che per esercitare la professione ora è obbligatoria anche l’assicurazione professionale!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In ferie fino a metà maggio! Puoi comunque fare acquisti o prenotare i corsi! Rimuovi